Chi Siamo

Ruggero Chinaglia è medico, psichiatra e psicanalista, che da oltre tren'anni pratica la scienza e la clinica della parola. Accanto alla pratica analitica e clinica, organizza e tiene corsi, conferenze, dibattiti intorno alle questioni che emergono dalla sua attività. Presiede l'Associazione Cifrematica di Padova, con la quale svolge attività scientifiche, culturali e di ricerca.
La paura, l’indecisione, il panico, la tristezza, l’inquietudine, il senso d’inadeguatezza rispetto alle cose da fare per compiere i propri progetti e desideri, non sono malattie, ma le conseguenze di fantasie inconsce non analizzate e che sembrano reali finché non sono esplorate e elaborate. Anche l’insonnia talora conseguente, l’angoscia, alterazioni  della sessualità e dell’alimentazione non sono malattie ma la conseguenza transitoria di un’esigenza di chiarezza, trascurata. 

Fare l’analisi è il solo modo per capire ciò che risulta oscuro o confuso. L’esigenza di chiarezza è imprescindibile per ciascuno. Importa capire, non assumere psicofarmaci.

La cura è intellettuale

Ruggero Chinaglia

La cifrematica, e con essa la psicanalisi, si svolge sul terreno dell’intellettualità, terreno della parola, terreno dell’Altro. Qui trova la sua Humanitas, nell’humus intellettuale senza necessità di umanizzazione. Perché le cose avrebbero esigenza di venire umanizzate? L’umanizzazione è la produzione, la creazione di un soggetto reciproco o speculare, a propria immagine o somiglianza, a propria idea. L’esperienza della psicanalisi è senza dimostrazione. Quanto s’incontra nel corso dell’itinerario non esige dimostrazione o prova. Le prove dell’esperienza psicanalitica sono la prova di realtà e la prova di verità e di riso. Prova di realtà: la sua sede è costituita dalla sintassi e dalla frase, quindi dall’impossibile della rimozione e dall’impossibile della resistenza senza dimostrazione e senza probabilità. E la realtà stessa è indimostrabile, sta nella tessitura del racconto. Costitutiva del sogno. La prova di verità è il contingente, che si struttura come necessità urgente. Nessuna omologazione, né condivisione, né normalizzazione se la normalità è il fantasma che vorrebbe pianificare la prova di realtà e la prova di verità e di riso.

L'esperienza associativa

psicanalista

Da quando ho intrapreso l'itinerario e la formazione psicanalitici, l'esigenza di dare testimonianza delle acquisizioni che in esso avvenivano è risultata costitutiva.
Consideravo essenziale integrare gli aspetti analitici e clinici dell'esperienza della parola originaria e della ricerca intorno alla scienza della parola, con quanto di altro accadeva nel pianeta quanto all'arte, alla cultura, alla scienza. Per questo, nel corso degli anni, ho invitato esponenti dei vari settori a dare un contributo intellettuale in convegni, conferenze, dibattiti, corsi, équipe come esempio di intersettorialità e di internazionalismo, d'integrazione del particolare e del globale.Si sono costituite équipe che collaborando per gli aspetti organizzativi, clinici, teorici hanno contribuito allo scambio con la città e al costituirsi di un movimento culturale rivolto alla parola che diviene cifra, qualità. Movimento aperto, oscillante, esigente. Nella scommessa di contribuire al destino della psicanalisi, pur nell'epoca dei facili inquadramenti gnostici, degli schematismi disciplinari, dell'usa e getta delle mode, della visibilità televisiva, quindi della conseguente richiesta di facili apprendimenti e di facili applicazioni, ho proseguito con quanti hanno fondato su questa scommessa il loro progetto di vita.

Per ulteriori informazioni visita il sito dell'associazioneâ–º.

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