L'esperienza della parola

 
La psicanalisi, nella cifrematica, è l’esperienza della parola, della sua logica, della sua struttura, dei suoi effetti. È esperienza che si svolge nella libertà assoluta. È libera quanto al modo, che è quello della parola, è libera quanto al tempo, è libera quanto alle procedure, è libera quanto agli effetti, alle acquisizioni, alle soddisfazioni, alla cifratura, alla qualità. Esige il dispositivo in cui possa avvenire, senza tramutarsi nella parodia del legame sociale e del rapporto umano.
Quando la psicanalisi sorse fu irrisa, ma subito dopo venne tentato di recuperarla all’interno del cosiddetto “mondo scientifico” nonostante l’assoluta distanza intellettuale e la differenza del percorso formativo. E sorse la “psicoterapia”. Perché?
Perché in cifrematica l’esperienza è estranea al canone psicopatologico. E quindi in assenza della diagnosi e della prognosi psichiatrica, inerenti una presupposta malattia mentale. 
Infatti, uno dei motivi del tentativo di recuperare la psicanalisi all’interno del contesto disciplinare sperimentale psichiatrico e psicologico è proprio questo: è mal tollerato che vi sia una libera attività intellettuale al di fuori della biforcazione tra il bene e il male, che guida la classificazione psicopatologica.
Per la psicanalisi, invece, si tratta dell’analisi e della qualificazione di ciascuna cosa in direzione del valore, si tratta della soddisfazione, si tratta della salute, ma come salute assoluta, non “salute mentale”. L’analisi è ciò per cui le cose risultano originarie, senza più il pregiudizio dell’origine e senza più superstizione.

L'analisi

medico psichiatra

Il fantasma di possessione si rappresenta e si attua con il mimetismo dell’origine, del destino, dell’appartenenza. Qui gioca la sua dimostrazione, costi quel che costi.

Il mimetismo è l’altro nome della genealogia con la prescrizione a dimostrare di appartenervi. Così le malattie cosiddette ereditarie, si prestano a dare la dimostrazione di questa appartenenza. Che ne sarebbe di un figlio o di una figlia senza padre o senza madre?
Il fantasma di possessione trae a evitare l’analisi, l’articolazione, lo svolgimento, la qualificazione, la narrazione, il racconto di ciò che s’incontra e di ciò che si pensa, fino a esaltare l’ipotesi impossibile della comunicazione telepatica o l’idea del potere invisibile attribuito a un altro immaginifico, rappresentato, che con un suo gesto, con un suo atto, con una sua parola potrebbe decidere o cambiare il corso delle cose.
L’idea di una comunicazione telepatica, di una scrittura automatica per telepatia, di una trasmissione energetistica, senza parola, con effetti di trasformazione senza articolazione è frutto del fantasma di padronanza che è fantasma di posssessione.
Così ognuno coltiva la credenza di potere curarsi da solo o, addirittura, di non avere nessuna esigenza di cura.
 E intanto continuerà a chiedersi: “Che penserà quello di me?”, “Che penseranno gli altri?”.
 

Attività scientifiche e culturali

Ruggero Chinaglia
 
L'attività didattica e clinica si svolge anche in equipe di scrittura, equipe del caso clinico, riunioni associative per l'organizzazione di avvenimenti culturali, corsi, seminari, conferenze.
Attualmente è in atto il Dispositivo di insegnamento e formazione intellettuale le conferenze del dott. Ruggero Chinaglia intorno al tema LA FAMIGLIA, LA MEMORIA, LA "TECNOLOGIA".
Il tragitto della domanda va dalla sua causa alla sua cifra, per la riuscita. 
Questo tragitto è pulsionale e segue la procedura particolare della parola, la sua logica, e si struttura nell'unicità. 
E' qualcosa che non rientra in alcuna scienza umana. 
Il modo con cui ognuno pensa la vita, il fare, il suo mestiere, la sua attività segue invece la dicotomia dell'uomo mortale/immortale per cui la ricerca, il fare, la scrittura, gli avvenimenti sono presi dall'idea della vita che finisce. Così, ognuno coltiva l'idea dell'alternativa, della soluzione, della risoluzione, della durata, come maschere della morte, di cui è postulata la certezza e la presenza.
Da dove vengono le cose e dove vanno. Come procedono le cose. Come giungere alla riuscita. Dove sta la riuscita. Che cosa la riuscita esige. 
Per chi non si accontenta di credere nello standard, con l'analisi come preambolo che sfata ogni credenza sull'alternativa fra facile e difficile, ci si accorge che le cose non sono automatiche e non vanno da sé, per inerzia. 
Contro ogni evidenza, contro ogni speranza, contro ogni senso comune, la riuscita esige l'ostacolo.
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